L'Espresso Magazine - Nuovo Progetto Grafico
by Stefano Cipolla @s_cipolla
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Domenica 15 gennaio 2023 è uscito il settimanale L’Espresso completamente rinnovato. Un nuovo progetto editoriale e grafico, un nuovo formato (più lungo di ben tre centimetri), una nuova carta ecologica e certificata e addirittura un nuovo tipo di stampa (da rotocalco a roto-offset). In copertina una foto scattata ad hoc dal grande maestro Oliviero Toscani, per festeggiare la nuova veste grafica di un giornale storico, fondato nel 1955.
Così come era accaduto nel 2018, anno dell’ultimo cambiamento grafico de L’Espresso, anche questa volta - in qualità di art director - mi è stato affidato il nuovo progetto. Un grande onore, una grande responsabilità ma - soprattutto - un grande piacere. Anche perché è stata l’occasione di progettarlo insieme ad Alessio Melandri, graphic designer che da qualche anno mi affianca nell’ufficio grafico del settimanale.
Nato nel 1955 con il formato lenzuolo e passato al tabloid nel 1974, L’Espresso sin dalle origini si è caratterizzato per scelte visive di grande personalità. Titolazioni potenti, fotografie mai banali, elementi grafici sempre riconoscibili, impaginazione armoniosa quanto rigorosa. Una grafica in cui il lettore si è sempre riconosciuto, sentendosi parte di una comunità esclusiva e contemporanea, impegnata socialmente e politicamente.

Oggi - nel 2023 - il nuovo progetto visivo de L’Espresso non può non tenere conto della storia del magazine e presenta elementi identitari che ne hanno vestito le pagine sin dal primo numero. Sono molti i richiami alla grafica dei vari decenni: la larghezza maggiore della colonna d’inizio articolo (utilizzata negli anni Cinquanta e Sessanta), gli occhielli delle sezioni editoriali storiche (Politica, Cultura, Economia) ispirati a quelli presenti negli anni Settanta e Ottanta, i titoli delle Opinioni che ricordano “La bustina di Minerva” di Umberto Eco degli anni Novanta e la sperimentazione grafica, disciplinata e creativa allo stesso tempo, dei primi venti anni del nostro secolo. E ancora, le firme degli autori degli articoli, incluse tra due filetti, proprio come il primo, mitico numero del 2 ottobre 1955.
La nuova grafica è costruita su questi sessantotto anni di storia, perché tenere conto del passato aiuta a essere consapevoli del presente e ad avere una visione più lucida del futuro.
Per la prima volta, oltre ad adottare un formato tabloid più verticale rispetto ai precedenti, sono stati progettati ad hoc tutti i caratteri tipografici della rivista. Grazie a Zetafonts - fonderia tipografica fiorentina apprezzata a livello internazionale - titoli e sommari, testo di lettura e didascalie hanno un disegno unico e innovativo studiato esclusivamente per la testata.
Con i nuovi font è possibile realizzare uno degli obiettivi più importanti della progettazione grafica: accogliere il lettore donandogli una maggiore chiarezza e leggibilità. La gabbia d’impaginazione, realizzata su dieci colonne, è dinamica e permette un utilizzo armonioso e mai opprimente degli elementi che compongono il progetto.
Ma la lettura di una rivista non riguarda solo il testo: proprio per questo negli articoli aumenta la dimensione delle immagini e il linguaggio fotografico torna ad avere oggettiva importanza nella narrazione degli eventi.
Un design, quindi, contemporaneo che germoglia e si fortifica sulle solide radici della testata e ne accresce il prestigio storico e giornalistico.

La gabbia tipografica su cui si basa tutta la progettazione è di 10 colonne per pagina, quindi 20 colonne in doppia pagina. Questo permette una grande modularità nell'impaginazione e una conseguente liberazione della creatività.
6 comments
Molto bello, complimenti a i due super grafici. Sarebbe possibile per i tuoi discepoli di Domestika vedere la gabbia?
La aggiungo nel portfolio, alla fine del progetto.
Grazie 🤩 @s_cipolla
Como eu quero fazer a minha revista pra colocar as minhas artes nela. Acho que normalmente é usado o InDesign para criar as revistas, não é?
@artwithrod sì InDesign è il miglior software per creare magazine.
Me encantaría ilustrar para esta revista...
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