Sweetheart
par Marco Spagnoli @marco_spagnoli
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Soggetto
Di Nicola Guaglianone
Un uomo si traveste da Elvis guardando uno specchio. Incurante delle persone che lo circondano raggiunge un ponte su un fiume da dove una donna vestita da Marilyn sembra volersi buttare. Uno scambio di sguardi e la donna scende dalla balaustra e si lascia prendere in braccio dall’uomo vestito da Elvis che la prende in braccio e la porta fino ad adagiarla in un letto. La macchina da presa si allarga e scopriamo che si tratta di una camera d’ospedale. L’uomo si toglie il travestimento da Elvis davanti allo stesso specchio dell’inizio e si veste da infermiere di ospedale.
Durante una pausa lo vediamo fumarsi una sigaretta guardando fuori dalla finestra il panorama. La macchina da presa si allarga e vediamo un armadio che contiene una serie di costumi: da Elvis, da Superman e da altri eroi. Ma qualcosa succede...
Dichiarazione del regista
Quando ho letto il soggetto di Nicola Guaglianone è immediatamente scattato in me un qualcosa che mi attraeva nei confronti di questa storia al punto da volere raccontarla in prima persona come regista.
Guaglianone sintetizzava, infatti, con il garbo un po’ sornione, una storia disperatamente romantica in una forma tenera ed insolita.
Grazie a questa idea, Sweetheart rappresenta dunque per me l’occasione di esplorare la cultura pop e le sue straordinarie e talvolta dolorose ripercussioni sulla vita e sulla psiche delle persone.
E’ anche un’occasione per parlare di eroi ‘normali’, il cui superpotere è quello di essere pronti a tutto pur di fare il proprio dovere aiutare le persone e, talora, salvare perfino delle vite.
In questo senso il valore di questo racconto sta nel volere provocare nello spettatore una reazione emotiva nel vedere qualcosa che appare sulle prime buffo ed insolito per rivelarsi poi in tutta la sua patetica crudezza, ma anche bellezza.
Le interpretazioni asciutte dei due protagonisti che non si scambiano nemmeno una parola, rende questo corto particolarmente affascinante perché il silenzio può davvero dire molto sull’anima delle persone, sulle loro scelte e – ovviamente – sulle loro debolezze e follie.
Tutto amplificato dalle icone di Marilyn Monroe e di Elvis Presley che fanno di questo racconto un frammento toccante ed emozionante del nostro immaginario collettivo.





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