Vacanza sulla neve
von Maria Grazia Pizzicaro @mary_90
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Mi piaceva moltissimo andare in vacanza sulla neve. La mia sorellina Giulia ed io ci divertiamo sempre da matte a fare pupazzi di neve sempre più strambi e a tirarci le palle di neve. Non vedevo l'ora di partire...
Quel giorno, per giunta, era il mio compleanno, ma non avevo organizzato nessuna festa: dato che l'indomani eravamo in partenza, non volevo creare problemi ai miei genitori perché si sa, le feste di compleanno finiscono sempre tardi e poi c'è da mettere tutto apposto fino a notte.
- Non avendo fatto la festa, non avrò neanche i regali, eccetto quelli dei miei familiari, pensai.
Ecco che improvvisamente mamma ed io sentimmo suonare il campanello della porta di casa.
Subito le dissi: "Vado io, mamma e guarderò dallo spioncino, sì!". Chiesi: "Chi è?".
Rispose una voce minuta: "Sono Kenna, la tua amica immaginaria... Sono venuta per farti una bella sorpresa!".
- Chi è alla porta, Carolina?, disse mamma.
Io le risposi: "Hanno suonato alla porta sbagliata, mamma, non ti preoccupare!".
E mamma andò silenziosamente nell'altra stanza.
- A noi!, disse Kenna con voce acuta. Poi continuò: "Ti ho portato un regalo, non vedo l'ora che tu lo apra!".
Mi rivolsi subito a lei: "Parla piano, Kenna, altrimenti mamma ci sentirà e penserà che sono pazza!".
- Scusami, disse Kenna con un po' di dispiacere nella voce.
Ora mi chiedevo con molta curiosità che regalo mi aveva fatto Kenna... Forse una Barbie, una bambola, una palla rosa, una macchinina, delle gustose caramelle... Ma cosa trovai in quella scatola? Trovai un diario segreto che aveva già un titolo: "Qual è la tua ricetta per vivere felice? Scrivila giorno per giorno nel diario". Fui molto contenta di questo diario e abbracciai Kenna per ringraziarla, ma anche perché ero contenta, infatti avevo un bel sorriso stampato in volto. E quando ci ripenso, ancora sorrido.
Quella sera stessa papà, mamma, Giulia ed io ci facemmo le valigie, infatti il giorno dopo saremmo partiti presto.
Era il 23 dicembre e faceva freddo già a Roma. Mentre eravamo in stazione, dissi a mia sorella, tutta eccitata: "Ti immagini che freddo farà lì (brrr) e quanta neve ci sarà?!". Lei mi rispose: "Sì, evvai!".
Alle 8,40 eravamo già sul treno, che alle 8,50 partì e sarebbe arrivato a San Candido (in Trentino) alle 16,10.
I posti assegnati non erano vicini. Giulia si sedette con papà ed io con mamma ed eravamo un po' distanti.
Durante il viaggio non smettevo di fare domande a mamma perché ero curiosa di tutto. Tanto era fitto il nostro chiacchiericcio, che un signore anziano seduto dietro di noi e che avrebbe voluto stare calmo e in silenzio, se ne andò a sedere molto lontano da noi. Chiedevo mille cose a mamma, che sembrava sapere sempre tutto e non si stancava mai di rispondermi.
Avevo sete, ma non riuscivo ad aprire la bottiglietta d'acqua che mamma mi aveva comprato prima al bar della stazione, così chiesi aiuto a mamma, ma lei mi rispose: "So che puoi farcela da sola, Carolina!". Un po' corrucciata, ci riprovai con più forza... si aprì! Mamma mi aveva dato una bella lezione e una bella carica di autostima!
Il viaggio sarebbe durato più di sette ore, che passai un po' a parlare con mamma, appunto, un po' a dormire, un po' a guardare dal finestrino e a inventare personaggi dei cartoni animati guardando le nuvole, un po' leggendo Il piccolo principe, che mamma mi aveva regalato per il compleanno.
Finalmente le ore passarono. Quando scendemmo dal treno, all'unisono Giulia ed io esclamammo: "Wooooow!". La neve copriva tutto con la sua coltre candida ed era uno spettacolo veramente stupendo.
Mentre aspettavamo che venissero a prenderci dall'hotel con la loro navetta, ci fermammo in un boschetto vicino alla stazione.
Io mi allontanai un attimo per immergermi nell'atmosfera naturale che c'era in quello splendido posto. Guardai intorno a me e vidi tanti alberi con le chiome innevate, un ruscelletto con sopra lastre di ghiaccio galleggianti. Cercai di guardare il sole: la sua luce era potente, ma non come quella del sole del mattino, infatti questo stava per nascondersi dietro le montagne per lasciare il posto alla sera.
In questa grande quiete mi venne spontaneo intonare un motivetto. Ma cosa successe dopo poco? Un piccolo uccellino cantava con me a ritmo con il suo dolce cinguettio. Il mio cuore sussultò per la gioia. Mi sentivo in armonia con la natura: era una sensazione bellissima, che non saprei descrivere neanche ora che è passato del tempo.
Mi sentii chiamare da mio padre e mi dispiacque molto interrompere il nostro canto, infatti, appena smisi io, smise anche l'uccellino. Lo salutai teneramente e corsi dalla mia famiglia perché era arrivata la navetta, che ci potrò in poco tempo all'hotel.
I giorni in settimana bianca trascorsero molto bene, in felicità con la mia famiglia.
Voglio raccontare un episodio divertente per terminare il mio racconto.
Durante questa vacanza, Giulia ed io prendemmo lezioni di sci. Vorrei parlarvi della prima di queste.
La mia sorellina ed io dovevamo prendere per la prima volta lo skilift. Giulia aveva un'espressione spaventata in volto e io altrettanto, ma quando venne il suo turno, afferrò lo skilift e si sedette, sicura, anche nella maniera più corretta. A me tremavano le gambe, non volevo più prenderlo, stavo per tornare indietro, quando mamma, che non sapevo mi stesse guardando e che si era accorta della mia incertezza, gridò: "Vai Carolina, sai che sei forte!". Questo incoraggiamento di mamma mi diede tanta forza e, quasi impavida ma concentrata allo stesso tempo, presi lo skilift nel modo corretto ed arrivai in cima.
Arrivate entrambe su, vedemmo altri bambini che erano in fila per scendere con gli scii: alcuni avevano un'espressione decisamente preoccupata e fra questi io non potevo mancare, altri addirittura un'espressione fiera. L'espressione di Giulia non la saprei descrivere. Forse potrei dire che da un lato era preoccupata, dall'altro pronta ad accettare la sfida.
Scese il maestro per farci vedere come fare (tutti avevano gli occhi incollati a lui), poi altri bambini. Arrivò il mio turno e la mia sorellina, conoscendomi, mi incoraggiò con una pacca sulla spalla, che per me fu davvero significativa.
Così riuscii a scendere nel modo giusto. Giulia anche non ebbe nessun tipo di problema. Salimmo più volte con lo skilift e scendemmo più volte facendo lo spazzaneve, poi avevamo preso il via e sia Giulia che io eravamo ormai eccitate all'idea di aver cominciato a sciare, tanto che ci ritrovammo su senza vedere più nessuno, nemmeno il maestro: dovevamo essere salite su a lezione finita.
La mia sorellina incominciò a scendere da sola a spazzaneve in maniera molto prudente. A volte, sembrava lei la sorella maggiore.
Io guardai lo spazio che mi divideva dalla valle: era molto alto e non ce l'avrei fatta a scendere. Per di più, ero rimasta sola. Decisi allora di sedermi e scendere così, pensando fosse meglio, invece gli scii, che erano sotto di me, mi portarono giù a gran velocità. Raggiunsi subito anche Giulia da dietro, la feci cadere per sbaglio e ci catapultammo insieme. Che botta di adrenalina! Giulia e io ci guardammo con facce buffe e ci facemmo una grossa risata!
Il giorno che tornammo dalla vacanza, il 29 dicembre, decisi di iniziare a scrivere il diario che mi aveva regalato Kenna: "Nella ricetta per vivere felici ci sono tanti ingredienti. il primo è la mia famiglia, la cosa più preziosa che ho perché è unita e perché c'è l'amore in tutte le direzioni".


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Congratulations on sharing your first project! I know that it can be quite a scary thought to share your writing with others. Well done on taking that step. I really hope you have enjoyed this writing journey and that it has inspired you to plan, plot and to write many more stories. My advice as you go forward now is to take some time away from this story and read other books that are out there. Come back to your story in a few weeks time with 'fresh' eyes and see how it reads to you then. Can you make it better or would you do anything differently? Wishing you the very best of luck!
Ti ringrazio tanto per il tuo commento, Lisa.
Cosa posso fare diversamente? Ho sbagliato qualcosa?
Fammi sapere, ti ringrazio.
@mary_90 I would think about your midway point. How about the imaginary friend turns up then rather than at the very start? Maybe your character is not happy before this point, then has this unexpected visit. They then being to see happiness around them from that point on, rather than from the very beginning. It will keep the reader interested in your character's emotional journey and how she is viewing the world around her. These are only suggestions. It is your story and your writing!
Grazie per i tuoi suggerimenti, Lisa! Quindi mi stai dicendo di mettere l'episodio dell'amica immaginaria più in là nel racconto perché così faccio interessare di più il lettore alle emozioni del personaggio perché se fosse sempre felice, l'interesse del lettore cadrebbe?
@mary_90 Yes. I think it would be more interesting if your character's emotions develops through the story. Try it and see how you get on. I recommend having a rest from the piece of writing and going back in a week or two and then read it again to see if your feelings have changed.
Ti ringrazio tanto, Lisa! Farò quello che mi hai detto. :-)
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